FFiume ” The Irhu Experience “

The Irhu Experience è il sesto album di FFiume, ed è carico di significati, tanto impliciti quanto espliciti. Il titolo è sia un omaggio al nome del producer che ha composto la maggioranza dei beat del disco, sia un riferimento all’assonanza con il verbo giapponese “iru”, che significa “essere”, che al termine che in astronumerologia rappresenta “il cammino della vita”.

The Irhu Experience è un intreccio di amore e morte (vedi Dopo La Tempesta), di speranza (Sciamano) e ricordi (FFSS), in cui si cerca di raccontare storie, bloccando attimi per non farli fuggire (Mr. Eros, Opposti), celebrando il dono della musica (Esponente, La Effe), che diventa un punto di riferimento, un’oasi in mezzo alla velocità, alla confusione della quotidianità contemporanea. Tra i brani trovano posto due skit che, ironizzando, scandiscono le fasi del disco.

Nell’album c’è una continua ricerca ritmico-lessicale, con un italiano che spesso sconfina in gergo, giochi di parole e neologismi, e questo rimaneggiamento della lingua distingue lo stile di FFiume al microfono tanto che, in una rima, si definisce “maniaco del vocabolo”. Non a caso, lo stesso titolo del disco nasce dai vari significati di una parola e dalle sue assonanze per poi diventare il concept che unisce tutte le tredici tracce. Fluida e sciolta nella forma, la scrittura di Fiume è levigata da oltre due decenni di uso non-convenzionale dei fonemi lessicali.

In tutto questo, ovviamente, i compagni di viaggio non mancano, pochi e ben selezionati. Se alle musiche troviamo in netta prevalenza la mano sapiente e decisa di Irhu, rimane comunque spazio per degli episodi che completano il canovaccio sonoro, e questi sono a cura di Folto Caruso (co-autore con FFiume del precedente ed acclamato The Folto Caruso Ensemble), del “mago” dei sampler DJ Herrera, e del giovane e promettente producer Nico P. Al microfono, ad accompagnare FF troviamo Irhu stesso, a sorpresa, ad impreziosire col suo cantato un paio di episodi dell’album, e GSQ, che arricchisce di colori mediterranei la traccia in cui l’unico emcee, oltre FF, compare. Parliamo di O.P., liricista di fiducia, dal gruppo Bananaspliff. In ultimo, ma non ultimo, ai giradischi troviamo l’apporto del jazzy-turntablist DJ Spass.

Missato da Herrera al Medicine Studio, post-missato e masterizzato da Deva all’Anticamera delle Arti Studio, l’album vanta la direzione creativa di Michele Genghi (già creative head della indie label Really Swing, e del gruppo 291 Out) e la cura del dettaglio e sviluppo del visual di Vittorio Gagliardi.

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Qui sotto la traccia prodotta da Herrera.

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